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18. Makedonia is going on

Bitola Sabato 26 Agosto

Alma

Bitola è la seconda cittadina della Macedonia per grandezza e sta a qualche decina di chilometri da Prilep. Oggi sono andata lì, dovevo comprare dei tamburi (tarambuca) per una scuola di Prilep dove vanno la maggior parte dei bambini roma di Trizla 2. Con me è venuta Alma, una ragazza roma di Trizla 2 che ho assunto da appena un mese. E’ laureata in Turco, conosce l’inglese, un po’ di tedesco ed ovviamente il macedone. Suo nonno materno, turco, ha sposato una roma musulmana. Sua madre è roma-turca, suo padre roma, ma entrambe sono di religione musulmana. Lei è fiera di essere roma. Alma mi fa da interprete nel lavoro e quando ne ho bisogno anche nel tempo libero.

A Bitola c’è un quartiere interamente roma ed è lì che abbiamo comprato i tamburi, in una minuscola bottega gestita da un giovane uomo macedone, incastrata in un cortile della sua casa.

Finite le compere decidiamo di andare a mangiare un panino in un chiosco in cui lei è già stata. Mentre siamo sedute ci si avvicina una donna all’apparenza anziana, gonna lunga capelli raccolti e dei seni che ormai le arrivano fino in pancia. Ci chiede dei soldi e Alma le da dieci denari.   

Quando sta per andare via le chiedo se è roma, lei annuisce ma chiarisce subito che è cristiana e mi mostra il crocifisso d’oro che pende sotto la maglia. Lo ripete più di una volta di essere cristiana.

Non sa quando è natae si chiama Slata Forse ha settanta, sessanta anni o anche meno. I documenti li ha ma non sa leggere e non se lo ricorda. Mi racconta dei suoi mali, dei suoi dolori alle ossa, alle gambe e alla schiena, che non riesce a curare. Ogni tanto si interrompe e mi guarda fissa negli occhi ripetendo, - ti auguro di avere tanta fortuna, tanta fortuna, ti auguro di essere felice!-, e poi riprende il filo del racconto. Ha cinque figli, tre donne e due maschi. Questi ultimi è ormai da qualche hanno che vivono in un campo nomadi di Milano, - loro stanno meglio di me. Loro hanno le mogli e tanti bambini e stanno meglio di me -. Le sue due figlie, quelle non sposate, invece sono povere come lei. Così è lei che porta i soldi a casa.

Alma le dice di essere una roma anche lei e le spiega quello che stiamo facendo a Prilep. La donna si illumina e le chiede se conosce la loro lingua, rimane un po’ delusa dalla risposta negativa. I suoi figli e i suoi nipoti che vivono con lei parlano tutti il romanes. Lei con la sua famiglia è venuta dalla Serbia ai tempi di Tito, così a casa si continua a parlare il romanes. - A quei tempi si stava bene, non ci mancava niente, non è come adesso… Oggi siamo tutti poveri. Io non ho potuto mandare le mie figlie a scuola perché non abbiamo soldi e mio marito è morto…-

Le chiedo se vuole anche lei un panino e se vuole sedersi con noi. Non sembra convinta. Mi spiega che se voglio proprio comprarle un panino devo prenderlo da un’altra parte perché - quello del chiosco è turco e musulmano-. Poco dopo ci ripensa e mi dice che forse è meglio se le do dei soldi. Prendo cinquanta denari e glieli porgo ma lei non va via e continua a parlare. Ha una casetta  alla periferia di Bitola e ci vivono tutti insieme, ma suo marito è morto quando lei era giovane. Così tira fuori dal portafoglio una fotografia in bianco e nero di molti anni prima. Lei con il marito seduti vicino, - io sono stata giovane -, mi fa e mi ripete ancora una volta di essere cristiana.

Nella strada di ritorno per Prilep domando ad Alma se le piacerebbe conoscere il romanes. Mi risponde che c’ha pensato tante volte ma non ha ancora trovato un insegnante.

 

Prilep in questo periodo odora di foglie di tabacco ad essiccare. Ovunque ti giri vedi strutture in legno o in ferro, sui marciapiedi, sui balconi, sui tetti o anche semplici bastoni fissati sui muri o sulle ringhiere da cui pendono foglie di tabacco legate assieme. Anche Trizla ne è piena. E l’odore è davvero intenso. La maggior parte del tabacco contenuto nelle sigarette è il Virginia ma se ne mette anche una parte di questo domestico più pregiato per dargli l’aroma. Così le fabbriche comprano da loro. Roma, Macedoni, Turchi tutti coltivano tabacco e lo essiccano in agosto per farci quattrini. (prima parte

Pubblicato il 28/8/2006 alle 13.10 nella rubrica Macedonia.

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